controvalore criptovalute

In pochi giorni (settimana), il Bitcoin ha perso 120 miliardi (valuta americana) del suo controvalore di mercato totale, o maggiore del doppio di mercato della capitalizzazione “Tesla”. Il suo valore (prezzo) è sceso in modo brusco (22 venerdì gennaio), spazzando via circa un quarto del proprio valore nelle ultime 24 ore, con una scia di vendita che ha toccato il mercato delle monete digitali poco prima delle feste di natale, dopo un minimo di 10.891 (moneta Usa), il Bitcoin ha poi recuperato arrivando a 12mila dollari, per poi ritornare a 16.000 dollari.

Le alternative versioni di Bitcoin, ovvero “Altacoin” sono scesi allo stesso modo.
Anche se la criptomoneta più importante, in passato, è stata sempre volatile, il timing delle ondate di vendite ha purtroppo perso diversi investitori a sorpresa. Si è parlato e dibattuto molto della bolla Bitcoin, molti investitori erano preoccupati per quanto in modo brusco il Bitcoin di recente era salito. La domanda era “e se inizierà a precipitare, si avrà il tempo per uscire?

Ether: la seconda criptovaluta, in termini di valore di mercato, nelle ultime 24 ore è scesa del 26%, mentre un’altra moneta digitale conosciuta con il nome di Litecoin è in discesa del 32%. Grande oscillazione del Litecoim che ha toccato il record massimo di 375 dollari (19 gennaio) e dopo tre soli tre giorni scambiava a 229.

Le criptovalute nel 2017 sono esplose nella convenzionale economia, attirando tante attenzioni sui possibili grandi profitti di prezzo e importanti oscillazioni che hanno attirato molti trader in tutto il mondo. Queste oscillazioni sono in contrasto netto con il livello di volatilità della parte più numerosa delle classi di tradizionali asset, come le obbligazioni e le azioni, che nell’anno passato hanno registrato una volatilità bassa.

Negli ultimi 4 giorni il Bitcoin è sceso oltre il 30%, (il 5° maggior calo), nei precedenti cali la criptovaluta ha impiegato 38 giorni (come media) per ritornare a un massimo nuovo. Il Bitcoin, negli ultimi mesi sono stati spinti maggiormente da investitori del Giappone, Corea del Sud e da altre aree asiatiche, dove le criptovalute sono maggiormente state riconosciute. Il crescente interesse da parte degli istituzionali investitori delle aziende di Wall Street ha contribuito a legittimare la moneta digitale contribuendo ai grandi profitti di Bitcoin.

L’esplosiva crescita delle monete digitali è messa, da molti scettici, in discussione, fra cui le centrali banche, top banker e governativi funzionari, altri ritengono che la criptovaluta Bitcoin sia una bolla che quando scoppierà non sarà un bene.

Un ingegnere dell’Oregon (Brandon Hilde), ha dichiarato di aver venduto, all’inizio di gennaio, le sue posizioni di Bitcoin, dopo il lancio, negli Stati Uniti, dei contratti futures sui Bitcoin, per poi ricomprare la criptovaluta a un inferiore prezzo (ribasso di questi giorni), aggiungendo che nell’ultimo semestre il suo tenore di vita ha avuto basi soltanto sul trading di criptomonete. Inoltre, l’ingegnere ha dichiarato “Vedo un futuro in cui la criptovaluta (Bitcoin) sarà la valuta dove negoziare asset internazionali”.